domenica 16 luglio 2017

Giuseppe Becce


Giuseppe Becce è stato uno dei pionieri delle colonne sonore al cinema, scrivendo musica per i film dal 1913 fino al 1939. Vicentino di Lonigo, nasce nel 1877; si trasferì a Berlino nel 1906, dove fu allievo di Arthur Nikisch e di Ferruccio Busoni. Inizia come attore, per un film sulla vita di Wagner (Becce interpreta proprio Wagner) e prosegue poi come musicista, svolgendo la sua carriera quasi sempre in Germania, scrivendo musica per registi come Lang, Murnau, Pabst, Lubitsch; con l'introduzione del sonoro continuò la sua opera collaborando con Luis Trenker e Leni Riefenstahl. Morirà a Berlino nel 1973. (qui sotto, un'immagine di Giuseppe Becce mentre interpreta Richard Wagner)
 
Negli anni '80 la TSI, Televisione Svizzera Italiana, produsse una serie di film utilizzando la propria orchestra, quella della RTSI (Radio Tv Svizzera Italiana), per restaurare la colonna sonora originale. Un lavoro bello e importante, che meriterebbe di essere riproposto.
Al termine della proiezione di "Das kabinett des doktor Caligari" i due curatori del ciclo per la TSI, Hans Jörg Pauli e Carlo Piccardi, tennero questa conversazione molto ricca di notizie e di idee; l'ho trascritta meglio che posso, e spero che la si possa integrare con altre informazioni. Non so se una copia di questa proiezione sia disponibile, nel caso penso che la cosa migliore sia chiederne notizia alla stessa TSI, Televisione Svizzera Italiana.
 

“Das Kabinett des Doktor Caligari”, regia di Robert Wiene (1920) Scritto da Hans Janowitz e Carl Mayer . Fotografia: Willi Hameister. Scenografie di Walter Röhrig, Walter Reimann, Hermann Warm. Costumi: Walter Reimann. Con Werner Krauss, Lil Dagover, Conrad Veidt, Friedrich Feher, Hans H. von Twardowski, Rudolf Lettinger, Rudolf Klein-Rogge Produzione: Erich Pommer per Decla Bioscop-Ufa Durata: 78 minuti
CARLO PICCARDI : ... il musicista è Giuseppe Becce, italiano, attivo in Germania, un compositore il cui nome è abbastanza familiare a chi si occupa di cinema. Il suo nome però non compare sulle enciclopedie musicali, quindi credo che abbisogni di un commento particolare.

HANS JÖRG PAULI: Giuseppe Becce aveva intenzione di fare strada nelle sale da concerto, di comporre sinfonie e opere liriche, però poi per uno strano caso dal 1913 ha trovato uno sbocco per il suo talento nel cinema tedesco. Ha iniziato la sua carriera come attore interpretando Richard Wagner nella biografia filmata di Wagner uscita in Germania nel 1913 (...) Già in questo momento, facendo l'attore, Becce si poneva il problema della musica; gli eredi di Wagner non consentivano l'uso di brani wagneriani per questa biografia filmata, così Becce stesso compose la musica, "wagnerizzando" un pochettino. Fece così le sue prime esperienze nel cinema, e qui conobbe Messter, il produttore che già negli anni 1907-1908 aveva iniziato i primi tentativi di cinema sonoro. Becce è poi diventato l'assistente e l'esperto musicale di Messter per il primo cinema sonoro tedesco, cinema sonoro per così dire "avant la lettre" che durò dal 1907 circa fino al 1915-16; in seguito ha iniziato una carriera come compositore e anche come direttore d'orchestra nelle sale del cinema muto. Becce è soprattutto conosciuto ed importante per quella collana chiamata Kinoteque (...) una collana di brani musicali, di pezzi di carattere, della durata di due o tre minuti ognuno abbinati a certi tipi standard di scene filmate. C'era l'inseguimento, la fuga, l'angoscia, il momento lirico, gli elementi della natura, il grottesco, eccetera; tutto quello che fa parte del repertorio del film commerciale. E così per ognuna di queste scene Becce scrisse pezzi musicali intercambiabili e dunque da usare non solo in un determinato film ma da mettere insieme secondo le esigenze delle dozzine o centinaia di film che uscivano in questo periodo.
PICCARDI: Questa Kinoteque ebbe due edizioni e fu molto diffusa, non solo in Germania ma anche all'estero; probabilmente era l'antologia più vasta.
PAULI: La più conosciuta e la più vasta, che diede poi la base per il celebre Handbuch del 1927, dove sono indicati più di tremila titoli per l'uso cinematografico.
PICCARDI: Dove i brani non sono tutti di Becce; sappiamo che l'abitudine era di compilare musiche pre esistenti, e questo fu anche il caso dell'accompagnamento musicale alla prima rappresentazione del Caligari, che avvenne a Berlino nel 1920, esattamente il 25 febbraio alla Marmor Haus dove si ricorda, questo è risaputo, che la colonna sonora era composta da brani di Schubert, Rossini, Bellini, Donizetti.
PAULI: E anche Beethoven.
PICCARDI: E addirittura delle canzoni, come "Frau Luna" di Paul Linke: questo per dare l'impressione delle abitudini di allora. Questa colonna sonora ebbe però un destino particolare in quanto il film, nato nel clima culturale espressionista, aveva creato delle aspettative per cui il pubblico pare che avesse reagito male a questa dozzinale colonna sonora, e il produttore Erich Pommer ritirò subito la musica e chiese a Becce di comporre qualcosa di più adatto. Nacque così una colonna sonora che corrispondeva più o meno a quello che vi abbiamo proposto questa sera. Una colonna sonora che è stata persa in quanto tale, quella di Becce; si sono salvati sicuramente questi quattro brani che si trovano nella Kinoteque, di cui abbiamo anche i titoli: Lotta, Aiuto aiuto, Spettri, e Notte misteriosa. Titoli di brani di carattere che Becce evidentemente mise nella Kinotheque anche per un uso in altri film. Su questa base, come abbiamo detto, Lothar Prox (?) ha tentato la ricostruzione della colonna originale utilizzando anche altri brani della Kinotheque, soprattutto quelli più generici come "Il mercato" e le situazioni di folla, e una suite composta da Becce nel 1929 (quindi non particolarmente concepita per il film) dal titolo "De profundis", che nei vari brani in cui si articola rivela una sintomatica parentela con il Caligari, infatti i sottotitoli sono: Lavoro forzato, Visioni di un pazzo, Disperato, Passando davanti a tombe abbandonate, Tortura. Quindi sembra proprio che questa esperienza del Caligari abbia lasciato un segno nella memoria di Becce, che poi ha ripensato il tutto in questa suite di cui noi abbiamo riutilizzato i brani in questa colonna sonora. A questo punto però occorrerebbe anche un giudizio su questa compilazione. Che valore possiamo dare al tentativo che abbiamo presentato questa sera?

PAULI: Per dire due parole molto personali, a me piace; credo che sia molto funzionale. Ci sono due o tre cose su cui discutere, mi son chiesto per esempio perché questa musica dell'inizio nel manicomio, che viene riproposta alla fine, e che dunque fa da cornice, si ritrovi anche all'interno dove c'è un accenno all'amore fra la donna e uno dei due ragazzi, quello che poi verrà assassinato; è un brano che si trova nella Kinotheque e si chiama "In un giardino incantato", dal terzo volume della Kinotheque. Mi sono chiesto perchè c'è questa ripetizione, ma questi sono dettagli che si possono discutere in ogni compilazione. Mi pare che si vedano due cose, in questa compilazione: la prima è il vantaggio se tutto il materiale è scritto dallo stesso compositore, c'è una certa unità di stile, unità di gesti, eccetera. La seconda cosa è esattamente la stessa però con connotazioni negative: il fatto è che lo stile di Becce si basa su una gestualità quasi uniforme su un'armonia basata sulla triade aumentata do-mi-sol-sol diesis o sull'accordo di settima diminuito; dunque è un linguaggio così fatto di cliché che man mano diventa prevedibile, dunque l'ascoltatore o lo spettatore si stanca.
PICCARDI: Sarebbe pensabile allora un'altra musica?
PAULI: Esistono altre compilazioni, per esempio quando questo Caligari è stato proiettato a New York presso il Capitol Theatre, che era famoso per l'accuratezza dell'accompagnamento musicale, una grande orchestra con un organico di ottanta musicisti, suonarono parte di "Thill Eulenspiegel" di Richard Strauss, parti di "Prelude à l'apres midi d'un faune" di Debussy e brani di Prokofiev, di Stravinskij e di Schoenberg. Dunque l'avanguardia musicale per questa avanguardia cinematografica: scelta però perché è il racconto di un pazzo, dunque "si può usare la musica di questi pazzi modernisti", all'epoca ritenuti pazzi dal grosso pubblico, "senza offendere il grosso pubblico". Sempre lo stesso discorso. (Pauli si riferisce allo "scandalo" per la prima di Le sacre du printemps, dello stesso periodo, e altro)

PICCARDI: Ispirandosi sicuramente a questa esperienza particolare, perché fu un'eccezione questa di New York di usare compositori d'avanguardia per il cinematografo, data la caratteristica del film, questa pellicola ha ispirato altri tentativi di ricostruzione. Ce ne sono di anni recenti, di compositori d'avanguardia di oggi, una in particolare firmata da Peter Hamel, che evidentemente segue la stessa linea però rivendicando in questo caso la legittimità di una musica d'avanguardia per un film d'avanguardia; e qui credo che bisognerà fare attenzione perché si può creare una certa imprecisione. Credo che possiamo essere d'accordo che il film, pur essendo catalogabile in quest'ambito estetico espressionista, non è comunque un film d'avanguardia ma era un film concepito da un'industria cinematografica come era quella tedesca in quegli anni, cioè per un pubblico piuttosto vasto; e non è da sottovalutare il fatto che fu allestito nel 1919 quando la stagione dell'espressionismo era già trascorsa, era già archiviata direi addirittura. O, se vogliamo, quando le testimonianze dell'espressionismo erano già state assimilate. Quindi direi che nonostante tutto, per concludere, anche se forse Schoenberg in quel momento si sposava abbastanza bene con queste immagini a New York nel 1920, o se un compositore moderno può fare qualcosa che è compatibile ancora con questa rappresentazione deforme della realtà, forse Becce nonostante tutto si adatta meglio perché corrisponde di più all'aspettativa del pubblico, un pubblico che voleva essere solleticato da questa esperienza d'avanguardia ma che non voleva perdere quella facilità di accesso all'espressione cinematografica che la musica di Becce, moderatamente romantica, aiutava in quel caso.
(Hans Jörg Pauli e Carlo Piccardi, per la proiezione tv del 1988 alla TSI, Televisione Svizzera Italiana) (nelle immagini, Giuseppe Becce nei panni di Wagner, e fotogrammi da "Das kabinett des doktor Caligari; qui sotto, Conrad Veidt e Rudolf Klein Rogge come protagonisti del Caligari)



 

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