giovedì 29 dicembre 2016

Il merlo maschio


Il merlo maschio (1971) Regia Pasquale Festa Campanile. Soggetto di Luciano Bianciardi ("Il complesso di Loth"). Musiche di Rossini e Verdi. Musiche scritte per il film: Riz Ortolani. Interpreti: Laura Antonelli, Lino Toffolo, Gianrico Tedeschi, Lando Buzzanca, Luciano Bianciardi, Ferruccio De Ceresa, Elsa Vazzoler, e altri. Durata: 112 minuti

"Il merlo maschio", film tra i più brutti che io abbia mai visto in vita mia, trova il suo posto in un blog dedicato all'opera nel cinema per via dell'Arena di Verona, che fa da sfondo narrativo, con molte belle immagini sia dell'Arena che di Verona. Purtroppo, questi fotogrammi del film sono difficili da trovare in rete, come si potrà facilmente immaginare; dovrò quindi provvedere prima o poi a trovare le immagini giuste per questa mia breve recensione.
Il soggetto di partenza è di Luciano Bianciardi, scrittore di ottime qualità ("La vita agra") che però si guadagnava da vivere anche con collaborazioni (spero ben retribuite) a giornali e film di dubbia qualità. Bianciardi appare qui anche come attore, nel ruolo di Mazzacurati. (qui sotto, Lino Toffolo che fa finta di essere un orchestrale)
 

Non mi dilungo su ciò che succede nel film, anche perché il riassunto lo si può trovare facilmente in altri siti; i protagonisti maschili sono presentati come orchestrali dei teatri veronesi, dunque anche dell'Arena. Uno di loro si scopre compositore e, preso da furore creativo, scrive di getto un meraviglioso brano orchestrale: decide di chiamarlo "Il merlo maschio" e lo fa ascoltare a un collega d'orchestra (che è Lino Toffolo). Il collega gli dice che sì, è bello, ma non può mica chiamarlo con quel titolo: è infatti "La gazza ladra" di Rossini. L'ouverture dall'opera "La Gazza Ladra" di Rossini è un brano così famoso che quasi mi vergogno a scrivere la giustificazione che viene data nel film: "non l'ho mai ascoltata in vita mia". Si vuol far credere che un violoncellista di un'orchestra sinfonica non abbia mai ascoltato le ouvertures di Rossini? Mi sembra davvero una fesseria, e non è certo l'unica che si trova in questo film.
 

Ho visto questo film quando avevo tredici anni, al cinema del mio paese. Me lo ricordo bene perché era vietato ai minori di quattordici anni; ma io ne dimostravo di più e nessuno mi fece storie al botteghino. Mi ricordo che trovai Laura Antonelli immensamente bella e il film immensamente brutto, soprattutto per la presenza come protagonista di uno dei peggiori attori della storia del cinema italiano; è per questo che metto qui una foto di Laura Antonelli non con questo partner ma con quello che ebbe nella vita reale, Jean Paul Belmondo. Un piccolo risarcimento, in memoria.
 

Lando Buzzanca si è lamentato spesso delle recensioni negative ai suoi film, arrivando perfino a dire che "la sinistra" (i perfidi comunisti, insomma) lo aveva boicottato sapendolo destrorso. Vale la pena di fare l'elenco degli attori che erano attivi in quegli anni nel cinema italiano: Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Nino Manfredi, Alberto Sordi, Gian Maria Volonté, Giancarlo Giannini, Gabriele Ferzetti, Giulio Brogi, Enrico Maria Salerno, Gastone Moschin, Adolfo Celi, Franco Nero, e anche Jean Louis Trintignant, Lino Ventura, Michel Piccoli, Philippe Noiret, perfino Dustin Hoffman (in "Alfredo Alfredo"). Le parti maschili erano tutte per questi attori, davvero grandi. E bisognerà poi aggiungere Giuliano Gemma, Terence Hill, Lino Capolicchio, e l'elenco rischia di essere molto lungo ancora: erano ancora attivi Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, e scendendo a un livello più basso stavano per arrivare Celentano, Pozzetto, Villaggio... Che in quel periodo un mediocre caratterista come Lando Buzzanca abbia fatto dei film da protagonista è cosa che sorprende, e direi che Buzzanca dovrebbe ringraziare la sua buona stella per come è andata la sua carriera, invece di lamentarsi. Per maggiore chiarezza e maggiori dettagli, basterà guardare come recita Buzzanca in questo film, "Il merlo maschio".
 

Nel cast c'è anche Lino Tòffolo, veneziano, che a me è sempre piaciuto molto anche per la sua modestia. I suoi compagni di teatro, al Derby di Milano, dicono ancora oggi che era quello che faceva più divertire il pubblico; ma al cinema non ha avuto molta fortuna, la sua parte migliore è probabilmente quella dell'interprete universale nel "Brancaleone", accanto a Vittorio Gassman. Gianrico Tedeschi, altro bravo attore, qui se la sbriga con poco facendo la caricatura del direttore d'orchestra. Altro bravo attore di teatro è Ferruccio De Ceresa, che ho avuto la fortuna di vedere e ascoltare molte volte al Piccolo Teatro di Milano.

Sullo sfondo di questo pastrocchio c'è Verona, e l'Arena. Nella colonna sonora, oltre a qualche frammento dall'Aida di Giuseppe Verdi, ricordo l'ouverture da "La Gazza Ladra", che io tredicenne non avevo davvero mai ascoltato per intero, quindi ringrazio chi, nonostante tutto, mi fece prendere coscienza dell'esistenza di questa musica. Un anno dopo, sarebbe arrivato Stanley Kubrick con "A clockwork orange", dove Rossini ha parte consistente, e ancora con La Gazza Ladra.
E' da rimarcare in negativo anche il fatto che nei titoli di testa e nelle locandine del film si indichi la musica soltanto come opera di Riz Ortolani: un gran brutto vizio. Quello che rimaneva nelle orecchie, all'uscita del cinema, non era certo la musica di Ortolani: era Rossini, era Verdi. Poco dopo avrei compiuto i quattordici anni, e avrei cominciato ad allargare gli orizzonti: per fortuna, il mondo era grande e pieno di cose belle da conoscere.

 
 
(le immagini dell'Arena di Verona vengono da www.wikipedia.it ; le immagini di Laura Antonelli vengono da altri film)
 

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