Toti Dal Monte è il nome
d’arte di Antonietta Meneghel, nata a Mogliano (Treviso) nel 1896 e
scomparsa nel 1975. Di lei, wikipedia ci racconta che “nel 1945 si
ritirò dal palcoscenico, per continuare, spinta da Renato Simoni, la
sua carriera nel campo teatrale insieme alla figlia nella compagnia
di Cesco Baseggio, in cui recitò testi goldoniani. “ Infatti,
consultando www.imdb.com , ho scoperto che la carriera da attrice di
Toti Dal Monte è tutt’altro che occasionale: non conosco questi
film, ma il nome di Cesco Baseggio, grandissimo attore di teatro e
specialista nel repertorio goldoniano, dovrebbe essere una garanzia
sufficiente, quindi Toti Dal Monte è stata senza dubbio un’attrice
vera e non una presenza occasionale.
Al cinema ha girato
sette film, secondo www.imdb.com : si comincia nel 1939 con “Il
carnevale di Venezia”, regia di Giuseppe Adami e Giacomo Gentilomo.
Adami è il librettista della Turandot di Puccini, oltre che
importante autore di teatro; Gentilomo è un regista di cinema con
molti titoli al suo attivo in quel periodo. Nel film c’è anche
Cesco Baseggio, che interpreta il personaggio di Mòmolo, e Toti Dal
Monte (ancora in carriera come soprano) è protagonista.
Il secondo film è del
1943, “Gli assi della risata”, regia di Roberto Bianchi Montero e
Guido Brignone. E’ un film a episodi, stavolta Toti Dal Monte non è
protagonista anche perché nel cast ci sono attori come Titina De
Filippo, Giorgio De Rege (inventore del tormentone “vieni avanti
cretino”, insieme a suo fratello), Anna Magnani, e altri attori
famosi del teatro di rivista.
Il terzo film di Toti Dal
Monte è “Fiori d’arancio” del 1944, regia di Dino Hobbes
Cecchini, un film del tutto dimenticato con protagonisti e regista
che oggi ricordano in pochi.
Nel 1950, Toti Dal Monte
gira “Il vedovo allegro” di Mario Mattòli, che è un regista
importante: il regista di alcuni dei film più belli e famosi di
Totò, tanto per intenderci. La Dal Monte ha un ruolo secondario,
protagonisti sono Carlo Dapporto, Isa Barzizza, Amedeo Nazzari, e poi
ci sono ancora Ave Ninchi, Arnoldo Foà, Irasema Dilian, Cesco
Baseggio.
Nel 1954 arriva il momento
di “Cuore di mamma”, regia di Luigi Capuano, che è il classico
film su misura per un cantante all’epoca molto popolare, il
napoletano Giacomo Rondinella: Toti Dal Monte è, per l’appunto, la
mamma che dà il titolo al film.
Nel 1969 è la volta di
una biografia di Oliver Cromwell diretta da Vittorio Cottafavi per la
RAI. Si tratta di uno sceneggiato con Sergio Fantoni, Eros Pagni,
Giancarlo Sbragia e altri ottimi attori, nel quale Toti Dal Monte
interpreta la madre di Cromwell. Il titolo dello sceneggiato è
proprio “Oliver Cromwell”.
L'ultima apparizione come
attrice di Toti Dal Monte è del 1970, in un film che fu campione
d'incassi e che oggi è quasi dimenticato "Anonimo Veneziano";
regia di Enrico Maria Salerno, con Florinda Bolkan e Tony Musante.
Toti Dal Monte interpreta un ruolo secondario ma non banale,
l'anziana padrona di casa che affitta l'appartamento dove va a vivere
la coppia di protagonisti. L'immagine qui sotto viene da "Anonimo Veneziano".
Proseguendo il discorso su
Toti Dal Monte (1896-1975), su wikipedia ho appreso che ebbe una
figlia dal tenore Enzo De Muro Lomanto. Il matrimonio fu sfortunato e
durò pochissimo, ma i due cantanti ebbero una figlia che ha fatto
l’attrice. La biografia di Marina Dolfin (questo è il nome d’arte
scelto dalla figlia di Toti Dal Monte) è ricca di notizie
interessanti, e le riporto qui così come l’ho trovata su
Wikipedia: Marina Dolfin, alla
nascita Mary De Muro (Milano, 15 aprile 1930 – Vittorio Veneto, 11
giugno 2007), è stata un'attrice e doppiatrice italiana, attiva in
teatro, cinema e televisione dai primi anni cinquanta fino agli anni
ottanta. Unica figlia del soprano Toti Dal Monte e del tenore Enzo de
Muro Lomanto, prima moglie del doppiatore Giuseppe Rinaldi, e madre
dei doppiatori Massimo Rinaldi ed Antonella Rinaldi, in carriera ha
dato voce nella distribuzione italiana a Susan Strasberg interprete
in Fascino del palcoscenico, film del 1958 diretto da Sidney Lumet.
Come attrice teatrale ha lavorato in importanti compagnie, fra cui
quella con Giorgio Strehler al Piccolo Teatro di Milano. Con Fantasio
Piccoli è stata poi nel 1959 fra gli interpreti di Donna Rosita
nubile di García Lorca. È stata poi in compagnia con Cesco Baseggio
ed ha interpretato con Renzo Montagnani La coscienza di Zeno adattata
per il teatro nella stagione 1978-1979 da Tullio Kezich. La regia in
quella occasione era di Franco Giraldi. È stata attiva anche nelle
stagioni di prosa radiofonica della RAI.
La carriera di Marina
Dolfin è stata quindi prevalentemente teatrale, ma l’ho trovata di
recente in una replica su RAI Storia del “Capitan Fracassa” di
Theophile Gautier del 1958, regia di A.G.Majano. Protagonista
maschile è Arnoldo Foà, ci sono molti attori importanti (il Capitan
Fracassa è ricco di ruoli molto belli per un attore) come Ivo
Garrani, Alberto Lupo, Ubaldo Lay, Nando Gazzolo. Le protagoniste
femminili sono Lea Massari, Giulia Lazzarini e Scilla Gabel; alla
Dolfin spetta il ruolo di Serafina, tutt’altro che secondario. Dato
che il Capitan Fracassa è una storia che mi piace molto, me ne sono
fatto una copia e adesso posso mettere qui un fermo immagine con il
volto di Marina Dolfin (anzi, due).
Enzo De Muro Lomanto,
all’anagrafe Vincenzo De Muro (pugliese, 1902-1952) è stato un
tenore importante ma non ha mai girato film, almeno stando a quanto
ne dicono wikipedia e www.imdb.com
(qui sotto, Marina Dolfin con Arnoldo Foà e Lea Massari nel "Capitan Fracassa" del 1959)
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