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martedì 2 gennaio 2018

Il Gattopardo

 
Il Gattopardo (1962) Regia di Luchino Visconti. Tratto dal romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Sceneggiatura di Suso Cecchi d'Amico, Enrico Medioli, Massimo Franciosa, P. Festa Campanile, Luchino Visconti. Fotografia di Giuseppe Rotunno. Musiche di Nino Rota, con un valzer inedito di Giuseppe Verdi. Scene Mario Garbuglia Costumi Piero Tosi. Interpreti: Burt Lancaster (voce di Corrado Gaipa) Alain Delon (voce di Carlo Sabatini ) Claudia Cardinale (voce di Solvejg D'Assunta), Romolo Valli, Paolo Stoppa, Rina Morelli, Mario Girotti (Terence Hill, voce di Franco Fabrizi), Giuliano Gemma, Serge Reggiani, Pierre Clementi (figlio di Salina), Lucilla Morlacchi, Ottavia Piccolo, Ivo Garrani, Leslie French, Lou Castel, Maurizio Merli, Vittorio Duse, Ernesto Almirante, Durata: due ore e 57 minuti

Rivedendo per intero "Il Gattopardo", dopo tanti anni, ho avuto la sorpresa di trovare Giuliano Gemma che canta "Vi ravviso o luoghi ameni" dalla Sonnambula di Vincenzo Bellini, in divisa da ufficiale garibaldino e con una voce di basso che non era certamente la sua. Il fatto succede al minuto 40 dall'inizio del film, e nella sequenza immediatamente successiva c'è una banda di paese che suona brani dalla Traviata di Giuseppe Verdi (ben riconoscibile il "coro delle zingarelle"). La processione che accompagna il Principe per le vie del paese termina in una chiesa dove l'organo suona non Haendel o Bach ma "Amami Alfredo", sempre dalla Traviata. Tre scelte curiose e divertenti, che non sono menzionate nei titoli di testa e sulle quali non ho trovato notizie in rete, così non so chi sia il basso che canta sotto le sembianze di Ringo - cioè Giuliano Gemma, che negli anni immediatamente successivi avrebbe avuto la sua affermazione definitiva al cinema proprio con quel personaggio.
Si dedicherà al western, subito dopo "Il Gattopardo" anche il conte Cavriaghi, aristocratico brianzolo e garibaldino, interpretato da Mario Girotti, alias Terence Hill (e don Matteo). Terence Hill, o meglio Mario Girotti dato che appare nei titoli di testa con il suo vero nome, è doppiato da Franco Fabrizi che gli dà una erre moscia e un aplomb inaspettato in un garibaldino, e anche questo è un effetto un tantino straniante, visto dall'anno 2017.

A interpretare Concetta, che respinge le avances del delicato Cavriaghi / Terence Hill perché innamorata di Tancredi / Alain Delon, è Lucilla Morlacchi, grande attrice di teatro, qui in una di quelle parti che di regola vengono indicate come "ingrate", perché si lavora molto e si ottiene poco sia in termini di successo che di visibilità. La sorella minore di Concetta è interpretata da Ottavia Piccolo, quasi bambina, mentre uno dei fratelli, i figli maschi del Principe, è Pierre Clementi.
Un cast stellare, completato dal trio composto da Romolo Valli (il prete), Paolo Stoppa (don Calogero, padre di Angelica) e Rina Morelli (la moglie del Principe), tre attori formidabili in teatro, qui molto sacrificati da Visconti in parti da caratteristi, ma comunque molto bravi. Chi fosse curioso, provi a cercare Romolo Valli in "Il giuoco delle parti" di Pirandello (ne esiste una registrazione Rai) o magari in "Così è se vi pare", al fianco proprio di Paolo Stoppa. Questi erano gli attori su cui poteva contare Luchino Visconti per le parti considerate secondarie, e anche solo scorrendo la locandina viene da chiedersi che fine abbia fatto la grande scuola di teatro italiana, o meglio viene da chiedersi come si è interrotta la catena di grandi attori che durava ininterrottamente da secoli nel nostro Paese. Grande responsabilità ha la televisione, e soprattutto chi l'ha gestita e programmata negli ultimi trent'anni. Ma questo è un discorso che porta fuori dal film di cui sto parlando, quindi mi limito a completare il cast con i protagonisti del "Gattopardo": Burt Lancaster, Claudia Cardinale, Alain Delon, ai quali vanno aggiunti Serge Reggiani (don Ciccio, organista e compagno di caccia del Principe), Ivo Garrani (il generale piemontese), Leslie French (Chevalrey), e caratteristi famosi come Vittorio Duse ed Ernesto Almirante, oltre a Lou Castel e Maurizio Merli in piccole parti.

La gran parte delle musiche del "Gattopardo" è di Nino Rota, in gran forma come compositore e che ha il merito di aver recuperato un valzer di Giuseppe Verdi fino allora inedito, scritto per "I vespri siciliani" ma poi messo da parte (ne esisteva solo una copia per pianoforte). Si tratta appunto di musica da balletto: "I Vespri siciliani" fu scritta per Parigi, e i francesi volevano avere sempre musica da ballo nell'opera. Di conseguenza, per contratto Verdi (che a Parigi visse per lunghi periodi) fu "obbligato" a scriverne, cosa della quale non era particolarmente convinto, probabilmente perché i balletti allungavano troppo l'azione. Allo stesso modo, molti anni più tardi, Verdi scriverà dei balletti per "Otello", e ne aveva già scritti anni prima per "Macbeth". E' comunque musica di Verdi, e a me questi balletti piacciono anche se sono d'accordo con Verdi, rallentano troppo l'azione dell'opera.


Altre annotazioni musicali: 1) a 1h07' una versione lenta e dettagliata della Bella Gigogin, canto risorgimentale per eccellenza, ad opera dei siciliani per il plebiscito del 1860 2) a 1h28 l'abbozzo del tema musicale che poi Rota svilupperà nel "Padrino" di Francis Ford Coppola, al termine della scena tra Reggiani e Lancaster. 3) da 2h10' in avanti si ascolta il valzer di Verdi, ripreso più volte e alternato con danze composte da Nino Rota nello stesso stile. 4) a 2h48' il ballo in cerchio, mano nella mano, precede di poco quello simile nel finale di "Otto e mezzo" di Fellini (1964); in entrambi i film la musica è di Nino Rota.
Durante il ballo, così come in alcune scene precedenti, il personaggio del Principe affidato a Burt Lancaster può ricordare quello della marescialla nel Cavaliere della Rosa di Richard Strauss (che sicuramente Visconti conosceva bene), e anticipa l'interpretazione di Lancaster stesso in "Novecento" (ma qui il suo personaggio non muore). La fine di un'epoca, dunque, e anche la fine della propria personale giovinezza. L'inizio della vecchiaia, tema che toccava personalmente lo stesso Luchino Visconti in quegli stessi anni.


"Il Gattopardo" è un film e un romanzo di cui si è detto e scritto molto, io non posso far altro che rimandare a tutto quanto è già stato scritto e detto nel corso di questi ultimi cinquant'anni. Di mio, ragionando sull'oggi, posso però aggiungere qualche considerazione: per esempio la frase ormai proverbiale, "cambiare tutto perché tutto rimanga come prima", che viene citata ancora oggi e spesso a sproposito, cioè senza pensare al cambiamento che invece c'è stato, e grande. Negli ultimi anni sono state fatte molte riforme, quasi tutte più o meno sbagliate o controproducenti, e ancora si invocano e si promettono (si minacciano?) altre riforme senza minimamente accorgersi della realtà che già ci sta intorno. Per fare un solo esempio, e non dei più significativi, l'esame di maturità: che è stato reso severo, anzi severissimo, ma che poi non serve a niente. Non serve per il lavoro e non serve per iscriversi all'Università, dove sono necessari i test d'ingresso. Tanto valeva lasciare le cose come prima. E magari le pensioni: chi prenderà la pensione, se il lavoro precario non consente di mettere da parte i contributi? E tanto altro ancora, che lascio il lettore libero di immaginare. Tutto questo, tutte queste riforme, servono nella migliore delle ipotesi per prenderci in giro. La migliore, perché c'è anche un'ipotesi peggiore e cioè che tutto questo sia fatto di proposito: la gente abbocca facilmente, e questo facilita anche il terrificante ritorno dei neofascisti con le loro antiche balle mussoliniane. Negli ultimi anni, infine, non solo la 'ndrangheta calabrese si è presa anche la Lombardia (da quando c'è la Lega Nord, e forse non è un caso) e l'Emilia, (da quando non c'è più il PCI, e anche questo direi che non è un caso), ma è anche possibile che un pregiudicato, condannato in via definitiva, si presenti come moralizzatore e nessuno lo mandi a quel paese. Viene da dire che forse sarebbe ora di pensionare quella frase famosa, "cambiare tutto perché nulla cambi", e di sostituirla con un'altra frase del Principe di Salina, quella sul futuro che non potrà che essere peggiore. Non era vero quando uscì il romanzo di Tomasi Lampedusa perchè nel 1960 l'Italia era in pieno boom economico e c'erano politici magari discutibili ma comunque di buon senso, è sicuramente vero oggi e il futuro non ispira mica tanto ottimismo.

I luoghi in cui è stato girato il film:
In Sicilia: Palazzo Valguarnera Gangi, Piazza Croce dei Vespri, Palermo (gran ballo); Ciminnà; Palermo; Piazza Donnafugata; Villa Boscogrande, Via T Natale 91, Mondello;
Nel Lazio: Ariccia; Palazzo Odescalchi di Bracciano; Palazzo Chigi a Roma; Villa Giustiniani-Odescalchi, Bassano Romano (Viterbo)

I brani composti da Nino Rota:
Titoli di testa / Viaggio a Donnafugata; Angelica e Tancredi; I sogni del Principe / Giovani eroi / Partenza di Tancredi / Amore e ambizione / Quasi in porto; Mazurka, Controdanza, Polka, Quadriglia, Galop, Valzer del commiato
Valzer Brillante ("Valzer Verdi") di Giuseppe Verdi, orchestrazione di Nino Rota

martedì 12 settembre 2017

Nino Rota


 
Nino Rota, bergamasco, 1911-1979, è certamente il più importante fra i compositori italiani di musica per il cinema: importante non solo per la musica da film ma anche per la sua attività di compositore e di docente. Per Rota il cinema non era necessariamente una priorità: le sue composizioni di musica da camera e sinfonica sono molte e ancora molto eseguite in sala da concerto, e sempre di qualità molto elevata; fu molto attivo anche in campo operistico, con opere ancora molto eseguite e di successo (un titolo per tutte: "Il cappello di paglia di Firenze"). Nino Rota fu anche per molti anni insegnante e poi direttore di Conservatorio; a Bari tra i suoi allievi ebbe anche Riccardo Muti. Un curriculum unico tra i compositori di colonne sonore del Novecento.

E' comunque impressionante l'elenco dei film musicati da Nino Rota: il sito imdb.com riporta 123 titoli suoi, che diventano 179 in totale considerando anche quelli che hanno ripreso sue musiche; Internet Movie Data Base è il mio sito di riferimento, però devo dire che stavolta wikipedia.it ha fatto meglio, la lista è forse meno completa ma più chiara e più leggibile, e la riporto qui. I film più famosi di Rota sono quelli con Fellini (da "La strada" in poi), con Visconti ("Il gattopardo", con rielaborazione di un valzer di Giuseppe Verdi), con Zeffirelli ("Romeo e Giulietta") e con Francis Ford Coppola ("Il padrino"); si comincia però dagli anni '30, con il ventenne compositore alle prese con i filmoni popolari di Raffaello Matarazzo.
Nel dettaglio, gli anni dal 1933 al 1945:
1) Treno popolare, regia di Raffaello Matarazzo (1933) 2) Giorno di nozze, regia di Raffaello Matarazzo (1942) 3) Il birichino di papà, regia di Raffaello Matarazzo (1943) 4) Zazà, regia di Renato Castellani (1944) 5) La donna della montagna, regia di Renato Castellani (1944) 6) La freccia nel fianco, regia di Alberto Lattuada (1945) 7) Lo sbaglio di essere vivo, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1945) 8) Le miserie del signor Travet, regia di Mario Soldati (1945)
Dal dopoguerra al 1950:
9) Vanità, regia di Giorgio Pàstina (1946) 10) Un americano in vacanza, regia di Luigi Zampa (1946) 11) Albergo Luna camera 34, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1946) 12) Mio figlio professore, regia di Renato Castellani (1946) 13) Roma città libera, regia di Marcello Pagliero (1946) 14) Il delitto di Giovanni Episcopo, regia di Alberto Lattuada (1947) 15) Daniele Cortis, regia di Mario Soldati (1947) 16) Come persi la guerra, regia di Carlo Borghesio (1947) 17) Vivere in pace, regia di Luigi Zampa (1947) 18) Totò al giro d'Italia, regia di Mario Mattoli (1948) 19) Proibito rubare, regia di Luigi Comencini (1948) 20) Molti sogni per le strade, regia di Mario Camerini (1948) 21) Sotto il sole di Roma, regia di Renato Castellani (1948) 22) Fuga in Francia, regia di Mario Soldati (1948) 23) È primavera, regia di Renato Castellani (1948) 24) Senza pietà, regia di Alberto Lattuada (1948) 25) Arrivederci, papà!, regia di Camillo Mastrocinque (1948) 26) Amanti senza amore, regia di Gianni Franciolini (1948) 27) Anni difficili, regia di Luigi Zampa (1948) 28) L'eroe della strada, regia di Carlo Borghesio (1948) 29) Campane a martello, regia di Luigi Zampa (1949) 30) Quel bandito sono io, regia di Mario Soldati (1949) 31) La montagna di cristallo (The Glass Mountain), regia di Edoardo Anton e Henry Cass (1949) 32) Come scopersi l'America, regia di Carlo Borghesio (1949) 33) Vendico il tuo peccato (Obsession), regia di Edward Dmytryk (1949) 34) I pirati di Capri, regia di Edgar G. Ulmer e Giuseppe Maria Scotese (1949) 35) Children of Chance, regia di Luigi Zampa (1949)
Abbiamo in questo secondo elenco (tutto da leggere per gli appassionati della storia del cinema italiano) film con Totò e con Macario, gli inizi di Comencini, e l'inizio di collaborazioni internazionali (Dmytryk, Ulmer).


Dal 1950 a "Lo sceicco bianco" di Fellini:
36) Vita da cani, regia di Steno e Monicelli (1950) 37) Peppino e Violetta, regia di Maurice Cloche (1950) 38) Napoli milionaria, regia di Eduardo De Filippo (1950) 39) È più facile che un cammello..., regia di Luigi Zampa (1950) 40) È arrivato il cavaliere, regia di Steno e Monicelli (1950) 41) Due mogli sono troppe, regia di Mario Camerini (1950) 42) Donne e briganti, regia di Mario Soldati (1950) 43) La valle delle aquile (Valley of Eagles), regia di Terence Young (1951) 44) Totò e i re di Roma, regia di Steno e Monicelli (1951) 45) Il monello della strada, regia di Carlo Borghesio (1951) 46) Le meravigliose avventure di Guerrin Meschino, regia di Pietro Francisci (1951) 47) Filumena Marturano, regia di Eduardo De Filippo (1951) 48) Era lui... sì! sì!, regia di Marino Girolami, Marcello Marchesi e Vittorio Metz (1951) 49) Anna, regia di Alberto Lattuada (1951) 50) I tre corsari, regia di Mario Soldati (1952) 51) La mano dello straniero (The Stranger's Hand), regia di Mario Soldati (1952) 52) Something Money Can't Buy, regia di Pat Jackson (1952) 53) I sette dell'Orsa maggiore, regia di Duilio Coletti (1952) 54) La regina di Saba, regia di Pietro Francisci (1952) 55) Noi due soli, regia di Marino Girolami (1952) 56) Marito e moglie, regia di Eduardo De Filippo (1952) 57) Jolanda la figlia del corsaro nero, regia di Mario Soldati (1952) 58) Gli angeli del quartiere, regia di Carlo Borghesio (1952) 59) Ragazze da marito di Eduardo De Filippo (1952) 60) Un ladro in paradiso, regia di Domenico Paolella (1952) 61) Lo sceicco bianco, regia di Federico Fellini (1952)
Qui c'è da notare la collaborazione con Eduardo De Filippo, quattro film: "Napoli milionaria" divenne anche un'opera lirica per il teatro, della quale esiste la registrazione Rai da Spoleto con gli stessi Rota ed Eduardo presenti, negli anni '70. Oltre ai film con Totò e Macario, e alle collaborazioni internazionali, mi fa piacere ricordare i due film con Walter Chiari e Carlo Campanini, "Era lui sì sì" e "Noi due soli", sempre divertenti da rivedere. Con "Lo sceicco bianco" inizia la collaborazione di Rota con Fellini.


Da "Lo sceicco bianco" a "I vitelloni":
53) Melodie immortali di Giacomo Gentilomo (1952) 54) Venetian Bird, regia di Ralph Thomas (1952) 55) Stella dell'India (Star of India), regia di Arthur Lubin (1953) 56) Scampolo '53, regia di Giorgio Bianchi (1953) 57) Riscatto, regia di Marino Girolami (1953) 58) La domenica della buona gente, regia di Anton Giulio Majano (1953) 59) Fanciulle di lusso, regia di Bernard Vorhaus (1953) 60) Me li mangio vivi! (Le boulanger de Valorgue), regia di Henri Verneuil (1953) 61) I vitelloni, regia di Federico Fellini (1953)

Da "I vitelloni" a "La strada":
62) Anni facili, regia di Luigi Zampa (1953) 63) Musoduro, regia di Giuseppe Bennati (1953) 64) Il nemico pubblico n° 1 (L'ennemi public no 1), regia di Henri Verneuil (1953) 65)Lo scocciatore (Via Padova 46), regia di Giorgio Bianchi (1953) 66) Vergine moderna, regia di Marcello Pagliero (1954) 67) La nave delle donne maledette, regia di Raffaello Matarazzo (1954) 68) La grande speranza, regia di Duilio Coletti (1954) 69) Le due orfanelle, regia di Giacomo Gentilomo (1954) 70) Divisione Folgore, regia di Duilio Coletti (1954) 71) Cento anni d'amore, regia di Lionello De Felice (1954) 72) Appassionatamente, regia di Giacomo Gentilomo (1954) 73) L'amante di Paride, regia di Marc Allégret e Edgar G. Ulmer (1954) 74) La strada, regia di Federico Fellini (1954)

Da "La strada" a "Le notti di Cabiria":
75) Mambo, regia di Robert Rossen (1954) 76) Proibito, regia di Mario Monicelli (1954) 77) Io piaccio, regia di Giorgio Bianchi (1955) 78) Accadde al penitenziario, regia di Giorgio Bianchi (1955) 79) Un eroe dei nostri tempi, regia di Mario Monicelli (1955) 80) Bella non piangere!, regia di David Carbonari e Duilio Coletti (1955) 81) Il bidone, regia di Federico Fellini (1955) 82) Amici per la pelle, regia di Franco Rossi (1955) 83) La bella di Roma, regia di Luigi Comencini (1955) 84) Guerra e pace (War and Peace), regia di King Vidor (1956) 85) Londra chiama Polo Nord, regia di Duilio Coletti (1956) 86) Città di notte, regia di Leopoldo Trieste (1956) 87) Il medico e lo stregone, regia di Mario Monicelli (1957) 88) Italia piccola, regia di Mario Soldati (1957) 89) Il momento più bello, regia di Luciano Emmer (1957) 90) Le notti bianche, regia di Luchino Visconti (1957) 91) Le notti di Cabiria, regia di Federico Fellini (1957)
Da sottolineare l'inizio della collaborazione con Visconti (Le notti bianche) e il kolossal hollywoodiano "Guerra e Pace" (King Vidor), oltre a "Il bidone" di Fellini che è un film tutt'altro che marginale anche se meno famoso di altri.
Da "Le notti di Cabiria" a "La dolce vita":
92) Giovani mariti, regia di Mauro Bolognini (1958) 93) Fortunella, regia di Eduardo De Filippo (1958) 94) La diga sul Pacifico (This Angry Age), regia di René Clément (1958) 95) Deserto di gloria (El Alamein), regia di Guido Malatesta (1958) 96) Gli italiani sono matti, regia di Duilio Coletti e Luis María Delgado (1958) 97) La legge è legge, regia di Christian-Jaque (1958) 98) La grande guerra, regia di Mario Monicelli (1959) 99) Un ettaro di cielo, regia di Aglauco Casadio (1959) 100) Delitto in pieno sole (Plein soleil), regia di René Clément (1960) 101) La dolce vita, regia di Federico Fellini (1960)
Qui risalta subito "La grande guerra" di Monicelli, uno dei capolavori del cinema italiano; e poi ancora Eduardo, e molte grandi produzioni internazionali.
da "La dolce vita" a "Otto e mezzo":
102) Sotto dieci bandiere, regia di Duilio Coletti (1960) 103) Rocco e i suoi fratelli, regia di Luchino Visconti (1960) 104) Fantasmi a Roma, regia di Antonio Pietrangeli (1961) 105) Il brigante, regia di Renato Castellani (1961) 106) Mafioso, regia di Alberto Lattuada (1962) 107) I due nemici (The Best of Enemies), regia di Guy Hamilton (1962) 108) Cronache di un convento (The Reluctant Saint), regia di Edward Dmytryk (1962) 109) Boccaccio '70, regia di Federico Fellini e Luchino Visconti (1962) 110) L'isola di Arturo, regia di Damiano Damiani (1962) 111) Il Gattopardo, regia di Luchino Visconti (1963) 112) 8½, regia di Federico Fellini (1963)
Continua la collaborazione con Visconti, due film importanti: Rocco e i suoi fratelli (1960) e Il Gattopardo (1963) per il quale Nino Rota orchestra un brano per pianoforte di Giuseppe Verdi, fino ad allora inedito, scritto in origine per l'opera "I vespri siciliani". C'è anche un altro Fellini, "Le tentazioni del dottor Antonio", episodio di "Boccaccio 70".

 
da "Otto e mezzo" a "I clowns"
113) Il maestro di Vigevano, regia di Elio Petri (1963) 114) Il giornalino di Gian Burrasca, serie TV, regia di Lina Wertmüller (1964) 115) A Midsummer Night's Dream, film TV, regia di Joan Kemp-Welch (1964) 116) Oggi, domani, dopodomani, regia di Eduardo De Filippo (1965) 117) Giulietta degli spiriti, regia di Federico Fellini (1965) 118) Spara forte, più forte... non capisco, regia di Eduardo De Filippo (1966) 119) La bisbetica domata (The Taming of the Shrew), regia di Franco Zeffirelli (1967) 120) Romeo e Giulietta, regia di Franco Zeffirelli (1968) 121) Tre passi nel delirio, episodio Toby Dammit, regia di Federico Fellini (1968) 122) Block-notes di un regista, film TV, regia di Federico Fellini (1969) 123) Fellini Satyricon, regia di Federico Fellini (1969) 124) Paranoia, regia di Umberto Lenzi (1970) 125) Waterloo, regia di Sergei Bondarchuk (1970) 126) I clowns, film per la TV, regia di Federico Fellini (1971)
Ancora Eduardo, poi l'inizio della collaborazione con Zeffirelli: "La bisbetica domata" e "Romeo e Giulietta", per il quale scrive il famoso tema conduttore. Soprattutto si intensifica la collaborazione con Fellini: "Giulietta degli spiriti", "Toby Dammit", "Block notes di un regista", "Satyricon", "I clowns" (film bellissimo e troppo spesso sottovalutato). C'è un'altra grande produzione internazionale, "Waterloo" diretto da Bondarciuk, ma forse vale la pena di ricordare "Viva la pappa col pomodoro", dal Giamburrasca televisivo. Anche questo è Nino Rota, la capacità di sorridere e di scherzare, essere semplici senza essere banali.
da "Roma" a "Prova d'orchestra":
127) Roma, regia di Federico Fellini (1972) 128) Il padrino (The Godfather), regia di Francis Ford Coppola (1972) 129) Hi wa shizumi, hi wa noboru, regia di Koreyoshi Kurahara (1973) 130) Amarcord, regia di Federico Fellini (1973) 131) Film d'amore e d'anarchia, regia di Lina Wertmüller (1973) 132) Il padrino - Parte II (The Godfather: Part II), regia di Francis Ford Coppola (1974) 133) La rinuncia (The Abdication), regia di Anthony Harvey (1974) 134) Ragazzo di borgata, regia di Giulio Paradisi (1976) 135) Caro Michele, regia di Mario Monicelli (1976) 136) Il Casanova di Federico Fellini, regia di Federico Fellini (1976) 137) Alle origini della mafia, mini serie TV, regia di Enzo Muzii (1976) 138) Las alegres chicas de "El Molino", regia di José Antonio de la Loma (1977) 139) Prova d'orchestra, regia di Federico Fellini (1978)
salta subito all'occhio "Il padrino" (premio Oscar per Rota); tre titoli con Fellini Amarcord, Casanova, Prova d'orchestra.
gli ultimi anni:
140) Assassinio sul Nilo (Death on the Nile), regia di John Guillermin (1978) 141) Ten to Survive (1979) 142) Uragano (Hurricane), regia di Jan Troell (1979)
Tre film quasi dimenticati, anche se il film da Agatha Christie passa spesso in tv. Nino Rota muore nel 1979.

Numerose anche le riprese audio e video delle opere liriche di Nino Rota. Da non dimenticare la registrazione tv di "Il cappello di paglia di Firenze" del 1998 con Juan Diego Florez, ripresa dalla Scala, una delle migliori regie d'opera che io ricordi, e anche "Napoli milionaria", l'opera lirica che Rota trasse da Eduardo, su libretto dello stesso autore, disponibile in una registrazione Rai da Spoleto del 1977. Ma di Rota non si finirebbe mai di parlare, e io consiglio soprattutto di ascoltare le sue composizioni per le sale da concerto, è lì che si ascolta il Nino Rota più grande.


 
(le immagini le ho prese in rete, ringrazio chi le ha rese disponibili; la caricatura è opera di Federico Fellini, la fotografia di Nino Rota sospeso in aria viene dal set di "Giulietta degli spiriti")